Approccio del consumatore, 3 nuove tendenze d’acquisto che non puoi ignorare

In che modo lo scenario post-pandemico ha modificate le abitudini del consumatore? Quali sono le 3 principali tendenze che emergono sulle scelte d'acquisto?

La pandemia ha modificato profondamente le tendenze del consumatore.

Nel periodo di rapida evoluzione che stiamo vivendo, una delle domande più importanti che imprenditori e professionisti della vendita devono porsi è “quali tendenze al consumo continueranno a cambiare e quali resteranno stabili?”.

Trovare una risposta a questa domanda è molto complesso ma assolutamente indispensabile. Soprattutto per un’azienda che cerca di districarsi in mezzo alle innumerevoli incertezze della nuova normalità.

Le parole chiave che accompagneranno i prossimi scenari di consumo sono:

  1. Tecnologia
  2. Sostenibilità
  3. Altruismo e collaborazione.

Queste sono le principali tematiche che emergono dall’indagine EY Future Consumer Index. Secondo la ricerca, per quanto riguarda i dati relativi all’Italia, emergono diversi punti chiave.

Frugalità, attenzione alla salute personale e alla sostenibilità sono le priorità che il consumatore vuole mettere davanti ai suoi acquisti. Il 65% non acquisterà prodotti di cui non ha bisogno. Questo anche se significa non essere al passo con gli ultimi trend di consumo.

Il 58% farà più attenzione all’impatto sull’ambiente di quello che compra e consuma. Mentre il 63% sarà più propenso ad acquistare da un’azienda che condivide le informazioni sull’impatto sul pianeta dei suoi prodotti. Il 60% dei consumatori farà scelte più salutistiche negli acquisti a lungo termine (tra questi spiccano cibo e bevande). Il 54% pensa di ridurre l’ammontare della spesa per beni non essenziali (come vestiti e cosmetici) nei prossimi 6-12 mesi.

Per quanto riguarda i saldi, cresce ancora di più l’attesa del consumatore per i periodi più “caldi” per fare acquisti. L’81% attende la prossima finestra di saldi prima di fare qualche acquisto.

Tendenze del consumatore: acquisti locali e più smart

Il 38% acquisterà più a livello locale e da piccole aziende nel lungo termine. Il 56% pianificherà gli acquisti in modo da concentrarli in pochi momenti all’anno piuttosto che fare acquisti frequenti. Il 55% dei consumatori si rivolgerà a piccoli negozi per la spesa quotidiana evitando i negozi più grandi. Il 25% ordinerà online e sfrutterà il servizio di pick-up dal rivenditore.

Il 60% dei consumatori italiani afferma che acquisterà principalmente elettrodomestici e prodotti tecnologici online. Mentre il 63% dichiara che il servizio al cliente è un elemento che condiziona l’esperienza di acquisto. Un dato importante se si pensa che prima del Covid-19 solo il 17,8% degli acquisti di questa categoria avveniva online.


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Approccio del consumatore, quali sono le previsioni per il futuro?

I dati sulle nuove tendenze al consumo confermano che il 44% dei consumatori italiani crede che la pandemia avrà un impatto sulle loro vite per almeno un altro anno. Nello specifico, circa un terzo si dichiara in difficoltà e molto preoccupato su diversi aspetti, dalla salute alle finanze. L’indagine propone 5 diversi profili di consumatore per il 2021 differenziati in base alle priorità che ne guideranno scelte e consumi.

Priorità che, sebbene con peso diverso, i brand e le aziende non possono ignorare. Un’azienda ha il dovere di considerate nel loro insieme le nuove tendenze al consumo per allineare i propri driver di marketing e innovazione.

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La preoccupazione del consumatore medio per l’impatto del COVID-19
sulla vita è in aumento nella maggior parte dei paesi | fonte EY 2021

Scelte del consumatore a livello globale

Se è vero che le differenze geografiche in materia di accessibilità, salute, sostenibilità, impatto sociale ed esperienza definiscono i principali segmenti di consumatori, la ricerca EY traccia delle scelte di consumo comuni a livello globale:

Il 32% darà priorità ai beni essenziali: Vivranno adattandosi ai loro mezzi finanziari. Non acquisteranno cose che non siano assolutamente necessarie e guarderanno sempre alle grandi promozioni. Non considerano molto le marche quanto i prodotti che le stesse vendono.

Il 25% darà priorità alla salute: Proteggeranno la salute propria e della propria famiglia. Si focalizzeranno sulle cose più importanti della vita e su cosa percepiscono corretto per il lungo termine. Sceglieranno i prodotti di cui si fidano che siano sicuri. Minimizzeranno i rischi non necessari e compreranno on-line piuttosto che nei negozi.

Il 17% darà priorità al pianeta: Cercheranno di tagliare gli sprechi e ridurre i loro impatto sull’ambiente. Si legheranno con altre persone che condividono gli stessi valori e compreranno marchi che riflettono i loro valori. Accetteranno più rinunce se questo aiuterà le generazioni future.

Il 14% darà priorità alla società: Vogliono che tutti lavorino insieme per un disegno superiore più grande. Acquisteranno da grandi ed oneste aziende. Vorranno dimostrazioni che i bisogni della comunità sono messi al pari con i profitti.

Il 12% darà priorità all’esperienza: Vivranno alla giornata e cercheranno esperienze che garantiranno di godere il meglio della vita. Proveranno nuove cose e cercheranno prodotti e servizi personalizzati. Acquisteranno marchi che comunicheranno molto a proposito della personalità di chi acquista quel marchio.

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Come le priorità del consumatore di distribuiscono a livello globale

Come le aziende possono far fronte alle nuove esigenze del consumatore

Ridisegna la tua attività in base al modo in cui vivono le persone, non a ciò che acquista il consumatore.

Da tempo le aziende affermano di mettere il consumatore al centro del proprio business.

Ma poche si sono realmente dedicate a mettere in pratica questo proposito. Uno dei motivi è da rilevare nella scarsa fiducia dei consumatori riguardo la condivisione dei propri dati personali richiesti dalle aziende. Inoltre, le aziende non hanno ancora acquisito le corrette capacità per farne l’uso corretto.

La pandemia ha provocato un’esplosione senza precedenti nella condivisione di informazioni sensibili e nell’uso dei dati dei consumatori. Ad esempio, il 62% dei consumatori afferma di voler condividere i dati personali solo in cambio di raccomandazioni sui prodotti migliori per la propria salute.

Le aziende di prodotti al consumo dovranno diventare ancor di più organizzazioni che investono nell’ascolto del consumatore.

Sfruttando strategie di analisi, intelligenza artificiale e gestione del repository di dati commerciali che fornisca un output corretto sui reali bisogni e necessità del cliente servito. Un’azienda che sa ascoltare il proprio utente finale e dimostra di essere agile nel soddisfare le esigenze dei consumatori (anche se queste evolvono rapidamente) riesce ad adattare prodotti e servizi ai segmenti che più ritiene importanti coinvolgere per il proprio business.

Trova il modo per essere più vicino al consumatore

La strada per adeguarsi ai cambiamenti del consumatore è ancora lunga. Potrebbe non avere mai una fine.

Ma solo i brand che prenderanno in considerazione queste tre tendenze al consumo (e le relative opportunità collegate al cambiamento) saranno in grado di adottare decisioni molto più chiare e fondate su una solida strategia:

  • Accettare l’accelerazione nella mutazione dei consumi
  • Essere veloci in ambito decisionale
  • Generare fiducia in ogni momento del percorso di conversione dell’utente

Grazie a nuovi approfondimenti e strumenti di massimizzazione dei processi commerciali, le aziende hanno la possibilità di raggiungere un alto livello di visibilità al momento giusto e offrire ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno per prendere le corrette scelte d’acquisto.

Le imprese con una solida strategia di gestione dei dati commerciali saranno più preparate ad offrire valore ed esperienze pertinenti ai loro clienti.


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Nicola Onida
Nicola Onida
Appassionato di comunicazione e marketing digitale. Aiuto aziende e professionisti a raggiungere la visibilità online. Mi trovi su www.facilewebmarketing.com.

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